
Anello (archetto): semianello, generalmente di metallo a volte prezioso, posto ai lati del rivetto; può reggere un fiocco; assicurato ad una catenella o ad un nastro con sentiva di fissare il ventaglio alla cintura o al polso. Documentato già nel ‘700, divenne più comune dalla seconda metà dell’800.
Acquaforte: tecnica di stampa ottenuta attraverso l’impressione di un’incisione eseguita su una lastra di rame, zinco o acciaio ricoperta con vernice acido resistente, i cui solchi sono resi profondi dall’immersione in una soluzione acida che corrode le zone scoperte.
Acquatinta: l'acquatinta è una tecnica di incisione su metallo che consiste nell'arricchire una matrice (stampa) di toni chiaroscuri. Si cosparge la lastra di polvere di bitume oppure di colofonia, si scalda leggermente in modo che aderisca per fusione facendo in modo che al momento dell'acidatura vengano corrosi solamente gli spazi tra i granellini di polvere producendo una superficie ruvida (tipo granito) che tratterrà l'inchiostro a seconda del tipo di morsura che è stata fatta. Le parti che si vogliono bianche vanno ricoperte di vernice. La stampa presenta effetti tonali e trasparenze simili all’acquerello.
Ageminatura: termine improprio che indica la decorazione della montatura con foglie d’oro o d’argento.
Alencon merletto: merletto ad ago con una rete a maglie semplici.
Altezza totale: misura che si riferisce alla lunghezza della guardia.
Altezza della pagina: misura che si riferisce all'altezza della pagina.
Bachelite: La bachelite è una resina fenolica termoindurente ottenuta per reazione tra formaldeide e fenolo. Fu sintetizzata per la prima volta da un chimico americano Leo Baekeland, da cui prende il nome. La sua produzione industriale prese avvio negli Stati Uniti e nel Regno Unito negli anni '20.
Banderuola, a: ventaglio rigido con un manico, di materiale e lunghezza variabile, fissato lateralmente.
Battoir: stecche a forma di racchette da tennis, chitarre, o mandolini,
Brisé: ventaglio privo di pagina, costituito dalle sole stecche unite alla base da un rivetto ed in alto da un nastro.
Cabriolet: ventaglio abbastanza raro la cui pagina è suddivisa in due o tre fasce montate in modo da lasciare intravedere fra di esse parte delle stecche. Ricordavano la ruota ruota dell’omonimo carrozzino inglese, ideato dall’inglese J. Childs nel 1755.
Carnet de bal: originariamente cartoncino su cui era stampato l’ordine delle danze di una festa da ballo in modo da permettere alla dama di annotare il nome del cavaliere che si era prenotato per la danza. Successivamente il supporto variò dal semplice foglietto, alla ventarola, ai più disparati oggetti, che costituivano altrettanti originali souvenir del ballo.
Celluloide: la celluloide, inventata nel 1869 da John Wesley Hyatt, venne usata per la costruzione dei ventagli fino al 1950. (Composta: nitrocellulosa al 10-11% di azoto, plastificata con canfora. È anche chiamata nitrato di cellulosa.
Chantilly merletto: fuselli a fili continui. Originale dalla Francia ebbe gran successo fini con l'apparizione dei merletti meccanici.
Chicken skin: E' un tipo di pelle estremamente fine che proveniva dalla Persia passando per Venezia arrivava nel Nord Europa.
Cineseria: imitazione europea di motivi decorativi e figurativi dello stile cinese di moda in Francia alla corte di Luigi XIV° e da lì diffusasi nel resto d’Europa.
Cloisonné: lavoro a smalto nelle stecche, a volte cinesi, di metallo.
Cloutè: tecnica di applicazione di insetti in madreperla o in pietre semipreziose.
Coccarda, a: ventaglio con pagina che si apre a 360°; le due stecche di guardia si uniscono a formare il manico.
Crépe: tecnica di stampa ottenuta per compressione della carta.
Cromolitografìa: la cromolitografia è un'arte litografica per mezzo della quale si stampano i disegni a colori, imitando soprattutto i colori a tempera. Il termine deriva dal greco chroma (colore), lithos (pietra) e graphia (da graphein, disegnare). Si tratta di un metodo che si sviluppa dopo la nascita della litografia, sperimentata dal tedesco Aloys Senefelder nel 1796. Consiste nel disegnare figure con una particolare matita grassa su una matrice di pietra e, di seguito, nel versare il colore sulla matrice. Questo si espande entro i limiti ed i bordi della figura delimitato appunto dai tratti della matita grassa. Per ogni differente colore è necessaria una differente matrice. A partire dalla seconda metà dell'Ottocento iniziano a comparire immagini cromolitografiche stampate su ventagli. Agli inizi del Novecento questa tecnica venne abbandonata con la diffusione della fotografia. L'applicazione su tessuto, realizzata verso il 1870, era chiamata grattomanique.
Découpé: (letteralmente ritagliato, sagomato) pagina con forellini e ritagli impunturati che formano motivi decorativi a imitazione del pizzo.
Flabello: ventarola con pergamena a coccarda o) lunghe piume fissate a raggiera in cima ad un manico di materiale e lunghezza diversi; dal latino flabellum “soffio di vento”.
Fontange, a (fontana): ventaglio con pagina più alta al centro) rispetto ai lati. Prende il nome dalle pettinature tipiche della fine del XVII secolo introdotte dalla duchessa de Fontange, favorita di Luigi XIV.
Goffratura: tecnica di lavorazione di carta e tessuti ottenuta con l’impressione di disegni in rilievo, tipica del XVIII secolo.
Gola: parte visibile delle stecche fra il perno e la pagina.
Gran Tour: Ventaglio di stile neoclassico con dipinte sulla pagina vedute di città e paesaggi come: il Colosseo, il Vesuvio, Venezia ecc.
Grand vol, a: ventaglio che si apre a 180°.
Guardie (stecche di guardia, montanti): le due stecche esterne protettive, spesso più decorate di quelle interne.
Gunsen Gata: Ventaglio giapponese usato per comandare le truppe durante la guerra.
Gumpai Uchiwa: Ventaglio rigido militare giapponese di ferro con cuoio o legno laccato. Decorato frequentemente con il sole e la luna.
Gunsen: Ventaglio da guerra giapponese di metallo.
Hiogi: Ventaglio brisé giapponese di legno di cipresso decorato per l'uso di corte
Inglese, all’: montatura con stecche visibili nel verso anche nella parte terminale, perché non protette dalla pagina. Utilizzato fino dal XVII secolo è forse il più antico) tipo di montatura dei ventagli pieghevoli.
Lacca: resina finissima ottenuta intagliando la corteccia di alcune piante, che viene stesa in più strati sottili successivi su un supporto, generalmente ligneo, per essere poi dipinta o dorata; stesa in strati più spessi può essere intagliata. Lavorata soprattutto in Cina e Giappone, i più antichi esemplari ritrovati provengono da tombe cinesi del XV secolo a.C.
Litografia: tecnica di stampa che permette di riprodurre scritte o disegni incisi su pietre calcaree preparate chimicamente, inventata da A. Senefelder nel 1799.
Litofania: tipo di decorazione realizzata su porcellana o vetro, raramente colorata, con soggetti a rilievo di spessore diverso, ravvisabili guardandoli in controluce.
Lustrini: applicazione di metallo di varie forme tonde (pailettes), foglioline e rosette.
Maiogi Gata: Ventaglio pieghevole giapponese usato nel teatro Kabuki e Noh.
Mita Ogi: Ventaglio rigido a coccarda usato nelle processioni.
Mizu Uchiwa: Ventaglio rigido impermeabile all'acqua. Usato per agitare l'acqua.
Mandarino (centofacce): ventaglio prodotto a Canton per essere esportato le figure hanno le testine in avorio dipinto e gli abiti in seta ritagliata e applicata.
Medaglione: motivo decorativo formato da una cornice variamente sagomata che racchiude un’immagine.
Mezzatinta: tecnica di stampa ottenuta attraverso l’impressione di una lastra di rame graffiata con una sorta di pettine a denti d’acciaio, passato ripetutamente in tutte le direzioni.
Montatura: la parte in materiale rigido del ventaglio composta dalle stecche e dalle guardie. Può essere di vari materiali: avorio, osso, madreperla, tartaruga, madreperla, legno ecc.
Ogi: termine giapponese per ventaglio pieghevole.
Occhialetto a: ventaglio con inserite nelle guardie due lenti d'ingrandimento. a ventaglio chiuso servivano da cannocchiale.
Occhiello: piastrina circolare, guarnizione in diversi materiali su cui è ribattuto il rivetto.
Pagina (ala, foglia): parte del ventaglio realizzata in pelle, carta, tessuto, pizzo, piume o altri materiali applicata sulle stecche e spesso illustrata con le tecniche più varie. Può essere singola o doppia.
Pagoda, a: cineseria che indica la forma rotondeggiante delle stecche chiuse, richiamando una fascina. Presente dal 1760 circa.
Palloncino, a (ballon, conchiglia): ventaglio similare a quello a fontana” con le stecche di guardia più corte rispetto all’apice del centro, tipico del 1900-10.
Palmetta, a: ventaglio in cui ogni stecca presenta applicata una sagoma simile alla foglia dell’albero della palma.
Papier maché: materiale, che richiama nei soggetti l’arte orientale, prodotto dalla sovrapposizione di più strati di carta spessa, incollati fra loro, che venivano decorati e coperti con copale dopo un’applicazione di pece liquida. In seguito fu realizzato a partire da una pasta di stracci che veniva poi trattata ad imitazione del legno.
Pelle d'Italia: nome dato alla pelle di capretto bianco che era sottilissima usata per le pagine dei ventagli.
Piquè: tecnica di applicazione a caldo in rilevo di piccoli inserti in oro, argento o acciaio sulle stecche e sulle guardie di tartaruga, d’avorio, di osso o di madreperla.
Point de gaze merletto: merletto ad ago, riconoscibile per i colore bianco-grigio usato nei ventagli da ballo e da matrimonio.
Pubblicitario: Ventaglio usato come mezzo pubblicitario, per reclamizzare località turistiche, vini, ristoranti ecc.
Pieghevole: ventaglio richiudibile composto da montatura e pagina pieghettata.
Recto o fronte: parte anteriore del ventaglio.
Rivetto: perno di metallo che unisce le stecche e le guardie, senza bloccarle, talvolta abbellito da tartaruga, madreperla e raramente con pietre preziose.
Rocaille: stile di decoro tipico del XVIII° secolo, caratterizzato da motivi asimmetrici, volute, conchiglie.
Rosta: Ventola a manico centrale di legno, osso o d'avorio. Lo schermo era dipinto o con applicate delle stampe con scene burlesche.
Scheletro, a : montatura con stecche sottili e dritte con ampi vuoti.
Schermo: parte rigida della ventola montata su un manico.
Shibayama (Giappone): elaborata tecnica di applicazione sulle guardie, a intarsio, di pietre semipreziose colorate o di madreperla. La denominazione deriva dalla famiglia che nel XVIII° secolo si specializzò in questa tecnica; gli esemplari brisè in avorio, realizzati verso il 1870, sono costosi e ricercati.
Shibu Uchiwa: ventaglio rigido giapponese, usato in cucina.
Sistema, a: ventaglio con un piccolo nascondiglio usato per riporre piccoli oggetti come: un pettine, una piccola tabacchiera, occorrente per il cucito ecc.
Stecche: elemento fondamentale della montatura, realizzato in materiali diversi, che permette l’apertura e la chiusura del ventaglio e l’applicazione della pagina, il numero e le dimensioni delle stecche variano a seconda dell’epoca.
Suehiro: Ventaglio pieghevole giapponese a forma di Y.
Sultana, a: ventaglio con alcune stecche lavorate, a volte anche di dimensioni differenti, montate sul recto della pagina.
Telescopico: ventaglio con stecche che si accorciavano rientrando nella pagina doppia; furono prodotti per occupare poco spazio.
Tessen: Ventaglio di metallo giapponese usato dai Samurai nel periodo Edo (1615-1868). Tre sono le forme:: sensu-gata il ventaglio apribile - maiohgi-gata per le danze tradizionali - gunsen-gata usato per comandare le truppe durante la guerra.
Testa: La parte tondeggiante all'estremità inferiore delle stecche e delle guardie dove è inserito il perno e spesso l'anello (archetto).
Trompe l’oeil: tecnica decorativa inganna occhio”, che simula la realtà con effetti tridimensionali.
Uchiwa: Termine giapponese per ventaglio rigido.
Ventola: ventaglio non pieghevole composto da uno schermo montato su un manico rigido.
Vernis Martin: ventaglio solitamente brisé, dipinto e laccato, in uso sia nel ‘700 che alla fine dell’ 800, a imitazione della lacca orientale.
Verso o retro: faccia posteriore del ventaglio.
Vista, a: stecche visibili al recto perché non coperte dalla pagina.